“Il Governo devi dirci se le concessioni marittime sono estese al 2023 o no”

La stagione balneare ripartirà dal 15 maggio con le linee guida dell'estate 2020. E' quanto è emerso dalla riunione tra le regioni presieduta dall'assessore regionale al demanio Marco Scajola che coordina il tavolo interregionale sul demanio.

A margine dell'incontro con le Regioni Scajola parla della direttiva Bolkestein “negli anni il tema è stato affrontato in maniera superficiale dai governi che si sono succeduti” e annuncia un incontro sul tema con il ministro al turismo Massimo Garavaglia affinché l'Italia si adegui a quello che hanno già fatto alcune altre nazioni dell'Europa, prolungando le concessioni.

Non è ammissibile che da una parte vi sia la legge 145/2018 voluta dall'allora ministro leghista Gianmarco Centinaio, che sancisce la validità delle concessioni fino al 31 dicembre 2033 e dall’altra la Procura di Genova che ha invitato i Comuni a non applicare l’estensione perché violerebbe il diritto comunitario. Nel frattempo l’Italia è in procedura d’infrazione e tra le amministrazioni civiche regna il caos: Genova è tra le città che hanno disposto solo una proroga tecnica fino al 2022, mentre altre località rivierasche hanno applicato la legge nazionale nonostante gli avvertimenti dei magistrati.

“Abbiamo chiesto di farci sapere a che punto è il confronto Stato-Europa sulle concessioni demaniali marittime – continua Scajola -. Ad oggi ci risulta che questo tavolo non sia stato ancora aperto. Questo è abbastanza preoccupante. Molti indicano l’Europa come responsabile, ma tu con l’Europa devi dialogare, confrontarti, chiedere e ottenere. Se i nostri governi lo avessero fatto prima il problema sarebbe risolto. Chiediamo un intervento netto da parte del Governo”.

Scajola ha ricordato che le direttive previste già lo scorso anno erano state adottate dal governo su suggerimento delle regioni, dopo che le stesse avevano ritenuto non sostenibili quelle indicate dall'Inail. “Se fossero state applicate – ha detto Scajola – il 40 per cento degli stabilimenti non avrebbero potuto riaprire”.

Ci sono anche nuove proposte: la nostra intenzione è quella di andare incontro alle esigenze dei balneari e concedere nuovi spazi all'aperto come dehors e tavoli su spazio pubblico. Venerdì porterò in giunta una delibera dove dare ok ai Comuni di poter ampliare sul demanio marittimo spazi per bar e ristoranti".

Un fermo no all’aumento del canone a 2.500 euro. "L'attuale governo sembra intenzionato a confermare l'aumento del canone minimo per le concessioni demaniali marittime a 2.500 euro. Mi sembra allucinante: non è bello, non è giusto. Speriamo che il governo non dia questa coltellata a tante realtà che rischiano di essere messe in ginocchio. Abbiamo chiesto al ministro Garavaglia di sospendere questo aggravio per l'emergenza covid".

L’aumento costituisce una grave minaccia soprattutto per le realtà più piccole: "Ci sono associazioni di volontariato e associazioni sportive che per un minimo spazio rischiano di vedersi aumentare il canone da 300 euro a 2.500 - ricorda Scajola, che è coordinatore del tavolo - Ho ribadito al ministro questa grande preoccupazione e mi ha garantito il massimo impegno per cercare di andare incontro a questa esigenza, gia' sollevata lo scorso anno dalle Regioni. I territori stanno facendo il possibile per dare sicurezza ai cittadini e certezze alle imprese, ma abbiamo bisogno che intervenga il governo che ha la diretta competenza".


I balneari liguri soddisfatti delle linee guida.