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Il 21 Gennaio 2021, l’Avv. Generale della CGUE, Manuel Campos Sánchez-Bordona, ha presentato un parere per la questione delle Cause Riunite C-721/19 E C-722/19, su domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato italiano.

Nell’affrontare il tema della concessione amministrativa relativa alla “lotteria nazionale ad estrazione istantanea”, si delineano criteri che – indica lo stesso parere- possono applicarsi ai casi di proroga come quelli oggetto di controversia.

Nel caso di specie, la problematica era costituita da una proroga della concessione in possesso all’aggiudicatario iniziale imposta da un Decreto Legge, e quindi senza che la amministrazione potesse valutare se, invece, assegnare quella concessione ad altri candidati offerenti.

Il parallelismo con le concessioni demaniali è evidente: ad oggi la problematica introdotta dalla direttiva c.d Bolkestein riguarda proprio l’applicazione di proroghe/rinnovi/estensioni senza previa procedura di gara, con ipotetica lesione dei diritti di libertà di stabilimento e libera concorrenza previsti nella direttiva

Ebbene, il parere affronta la questione affermando che la procedura di gara deve essere prevista obbligatoriamente solo ove intervengano modifiche sostanziali della concessione (inerenti natura, titolo, canone). Viceversa, le modifiche non sostanziali sono introducibili senza nuova procedura di assegnazione. E, la prosecuzione del rapporto in essere (nel caso delle concessioni demaniali marittime, l’estensione sino al 2033 delle stesse), se prevista nell’atto originario (e nel caso delle concessioni demaniali, la proroga inizialmente era “automatica”), non costituisce quella modifica sostanziale che richiede nuova assegnazione.

Altro profilo interessante affrontato nel parere è l’indicazione che la normativa europea, che nel caso specifico affrontato mirava a tutelare la libera concorrenza, non sarebbe stata applicabile alle aggiudicazioni di concessioni ottenute prima della sua entrata in vigore. Quindi, poiché ad oggi le concessioni demaniali che godono della estensione (si ricorda provvisoria, in attesa della ricognizione prevista dalla L. 145/2018) sino al 2033 sono tutte state ottenute prima del recepimento della direttiva c.d. Bolkestein, si ritiene che, secondo il parere dell’Avv. generale della CGUE la disciplina in essere possa considerarsi “salva”.

“Se queste sono le considerazioni espresse riguardo alle concessioni di servizi, a maggior ragione tali osservazioni devono essere applicabili alle concessioni di beni (che si pongono come titolo di occupazione del demanio pubblico) come quelle demaniali marittime”.   Avv Costanza Bianchini.     News balneari 26 Febbraio 2021