L’avvocato Luigi Roma per conto del Consorzio Mare Bagnoli e di altre 10 società della Città di Napoli ha chiesto al T.A.R. Campania il RINVIO PREGIUDIZIALE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA UNIONE EUROPEA sulla compatibilità dell’articolo 49 del Codice della Navigazione con gli articoli 49 e 56 del Tratta di Funzionamento dell’Unione Europea.

La richiesta si inserisce nell’ambito del ricorso promosso dal Consorzio Mare Bagnoli e di altre 10 società della Città di Napoli con il quale le società concessionarie della Città di Napoli hanno impugnato la delibera con la quale l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale ha disposto una proroga tecnica di due anni alle concessioni.
L’avvocato Luigi Roma spiega come con la delibera impugnata, l’Autorità abbia indicato le modalità operative per il rilascio di un atto avente validità per un periodo biennale, allo scadere del quale valutare la perdurante vigenza per un altro biennio, al permanere delle condizioni previste dalla normativa emergenziale, ovvero un periodo più ampio ove il concessionario dimostrasse una incidenza degli effetti economici della Pandemia, che richiedesse una maggiore durata della concessione. La valutazione prevista dall’Autorità, a parere dell’avvocato Roma, è disancorata da qualsiasi parametro di tipo tecnico e/o criterio di valutazione dell’incidenza degli effetti economici, rimettendo la decisione alla mera discrezionalità/arbitrarietà dell’Autorità, senza predeterminazione dei criteri stessi di decisione che, come è noto, valgono a condizione che siano prefissati, con chiarezza e adeguato grado di dettaglio.
Con il ricorso promosso è stata sostenuta la validità della legge 145/ del 2018 e in particolare ed è qui l’elemento di novità, con il modello di istanza predisposto l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale obbliga i concessionari a dichiarare e dunque di prendere atto, che la occupazione in essere è conforme al titolo concessorio da ultimo scaduto ed a suo tempo rilasciato”.
Come noto, l’art. 182 comma 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, coordinato con la legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77 mantiene “(..)l'efficacia dei titoli gia' rilasciati. (…)” e dunque, la scadenza del titolo concessorio involgerebbe il problema della compatibilità dell’articolo 49 del Codice della navigazione con la Normativa Comunitaria, in relazione alla necessità della previsione di un indennizzo a carico dei concessionari uscenti.
Di qui la richiesta di rinvio pregiudiziale formulata dall’avvocato Roma alla Corte di Giustizia della Unione Europea ai sensi dell’articolo 267 del trattato sul funzionamento chiamata ad esprimersi sul seguente quesito: se gli articoli 49 e 56 del TFUE debbano essere interpretati, nel senso che essi ostino o meno, a una disposizione nazionale contenuta nell’articolo 49 del Codice della Navigazione, che imponga al concessionario di cedere a titolo non oneroso, all’atto della cessazione dell’attività, l’uso dei beni materiali e immateriali di proprietà che costituiscono l’azienda intesa come “stabilimento balneare”.