Il Comune di Rapallo revoca l'estensione al 2033 delle concessioni demaniali marittime. Concede proroga tecnica di due anni.

13 gennaio 2021
Con delibera nr. 282 del 31/12/2020, pubblicata il 12 gennaio 2021, la giunta comunale di Rapallo procede alla revoca della sua precedente delibera nr. 259 del 17/12/2020 con la quale aveva proceduto alle estensione al 2033 delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo come da legge 145/2018. Il Comune già con la prima delibera intese tutelarsi inserendo riferimenti circostanziati a sentenze del Consiglio di  Stato e della Corte di Giustizia Europea. Poi il revirement del sindaco Carlo Bagnasco verso una proroga "tecnica" di un anno determinata dall'emergenza covid. Proroga comunque non prevista da alcuna legge e in contrasto con le recenti sentenze del TAR di Lecce che hanno stabilito che il dirigente o il pubblico amministratore non può disapplicare la 145/2018.  Il giudice Di Pasca ha stabilito che «la norma nazionale risulta vincolante per la pubblica amministrazione e, nel caso in esame, per il dirigente comunale che sarà tenuto ad osservare la norma di legge interna e ad adottare provvedimenti conformi e coerenti con la norma di legge nazionale. […] La disapplicazione vincolata ed automatica disposta alle singole pubbliche amministrazioni determinerebbe una situazione caotica ed eterogenea, nonché caratterizzata in ipotesi di disparità di trattamento tra gli operatori a seconda del comune riferimento». Inoltre, le sentenze affermano che «risulterebbe del tutto illogico ritenere che il potere di disapplicazione della legge nazionale, attribuito prudentemente al Giudice dell’ordinamento interno e dall’ordinamento euro-unionale e supportato all’uopo dalla specifica attribuzione di poteri ad esso funzionali e prodromici, si ritenesse viceversa sic et simpliciter attribuito in via automatica e addirittura vincolata al dirigente comunale che non dispone della possibilità di ricorrere all’ausilio di tale facoltà». Lo stesso presidente Pasca, nelle sue motivazioni, afferma la necessità di applicare anche il principio del legittimo affidamento, affermando che «l’esercizio dell’autotutela non è stato supportato né da adeguata valutazione dell’interesse pubblico all’annullamento, né dalla valutazione del legittimo affidamento indotto nel titolare della concessione per effetto della norma nazionale». Ciò che appare poco comprensibile è quale mutamento nel diritto sia intercorso tra le due delibere diametralmente opposte. O forse quali interessi si siano appalesati.

Lascia un commento