Federazione Imprese Demaniali di Mauro della Valle:

"subito la proroga dei titoli edilizi in scadenza degli stabilimenti balneari e la  modifica degli articoli 42 e 49 del codice della navigazione, disposizioni che escludono l’indennizzo in favore del concessionario uscente".

A seguito delle sentenze con cui il Presidente del TAR Lecce Antonio Pasca ha accolto tre ricorsi proposto da altrettanti stabilimenti balneari, difesi dall’avvocato Leonardo Maruotti, avverso al provvedimento di diniego sull’istanza di proroga ex legge 145/18, la Federazione Imprese Demaniali, presieduta da Mauro Della Valle, difesa in giudizio dagli avvocati Federico Massa e Francesco G. Romano, invita formalmente il Comune di Lecce a prorogare immediatamente i titoli edilizi in scadenza degli stabilimenti balneari. Sarebbe paradossale che gli stabilimenti vittoriosi abbiano i titoli demaniali ma siano ritenuti scaduti quelli edilizi. La Federazione invita, inoltre, i parlamentari salentini a prendere spunto da quanto suggerito dal Presidente Pasca nei provvedimenti giudiziari e provvedere alla modifica degli articoli 42 e 49 del codice della navigazione, disposizioni che escludono l’indennizzo in favore del concessionario uscente. In particolare, il Tar Lecce aveva stabilito che “L’art. 42 cod. nav. per il caso di revoca discrezionale della concessione demaniale per ragioni di pubblico interesse, cui appare riconducibile per analogia la fattispecie in esame, esclude espressamente la previsione di indennizzo in favore del concessionario uscente.
Occorre in proposito considerare preliminarmente che le concessioni demaniali marittime, così come configurate tradizionalmente nell’ordinamento interno, nel quale era assolutamente prevalente, se non assorbente, una connotazione “pubblicistica”, hanno subito una profonda trasformazione proprio per effetto delle indicazioni emergenti dall’ordinamento euro-unionale, che ha invece in particolar modo evidenziato il profilo economico delle concessioni demaniali, per la loro idoneità a costituire fonte di reddito per il concessionario. Proprio in virtù di tale ritenuta preminenza dell’aspetto privatistico ed economico inerente la concessione demaniale, nonché sulla base della ritenuta limitatezza della risorsa costiera, è stata adottata la direttiva servizi includendovi l’attribuzione dei titoli concessori solo attraverso gare ad evidenza pubblica, anche al fine di garantire tutela ad interessi transfrontalieri, ritenendo altresì la direttiva Bolkestein ostativa a disposizioni legislative di proroga automatica in favore dei titolari di concessioni. La mutata concezione della concessione demaniale, intesa ora prevalentemente come risorsa economico produttiva, non appare compatibile con la espressa esclusione della corresponsione di un indennizzo in favore del concessionario uscente, perché ciò realizzerebbe una violazione di diritti che trovano tutela sia nella Costituzione, sia nello stesso trattato U.E., quali la libertà di stabilimento e la tutela del diritto di proprietà”. Alla luce di ciò, “l’indennizzo risponde a esigenze di equità, atteso che il concessionario in essere con la sua opera e con propri investimenti, nonché attraverso la realizzazione delle opere legittimamente autorizzate, ha determinato un incremento di valore del bene demaniale, che – una volta rientrato nella giuridica disponibilità dell’amministrazione, determinerà un più o meno rilevante incremento del canone a vantaggio della pubblica amministrazione e in danno del privato; ovvero – per l’ipotesi in cui il canone a carico del nuovo concessionario dovesse restare invariato – un trasferimento di ricchezza legato alle maggiori caratteristiche di redditualità – in favore del nuovo concessionario e in danno del concessionario uscente; ricorrendo pertanto in entrambe le ipotesi un trasferimento di ricchezza privo di causa in violazione pertanto di diritti garantiti dalla Costituzione Italiana e dal Trattato U.E.”.  17 gennaio 2021

Mauro della Valle

Gli avvocati Francesco Romano e Leonardo Maruotti.

Federazione Imprese Demaniali  presidente Mauro della Valle