Relazione del Giudice Antonio Pasca sulle concessioni demaniali e la Bolkestein

Estratto dalla relazione del Presidente del Tar di Lecce, Antonio Pasca riguardante la giurisprudenza del Tribunale e contenente una lunga e accurata disamina sull'applicazione della legge 145 e della direttiva Bolkestein.  21 Marzo 2021


 FdI: Draghi si spenda con Ue per salvare balneari da Bolkestein FIDANZA-Zucconi: "Difenda nostre aziende, apra tavolo politico" 

19 Marzo 2021

Balneari, Gasparri:  “Sull'annosa vicenda della direttiva Bolkestein applicata alle concessioni balneari il governo deve dare un segnale forte e chiaro all'Europa e chiudere una volta per tutte la questione".  18 Marzo 2021


Balnearia Carrara e Tirreno Ct rinviate causa covid.
Anche quest'anno Balnearia e Tirreno Ct rinviate a causa dell'emergenza dovuta alla pandemia di Covid 19. Purtroppo con il nuovo dpcm in vigore dal 6 marzo non è possibile svolgere alcuna manifestazioen  Le fiere sono quindi rinviate al 2022, dal 6 al 9 marzo.   
5 Marzo 2021

Petitti: "Ristori: raffronti sulle perdite estive". Rivedere le modalità previste nella bozza di decreto Sostegni per il sostegno economico a fondo perduto per le imprese. 7 Marzo 2021


Il Tar FVG si esprime sull'ammissibilità dell'impugnativa da parte di un concessionario relativo alla pubblicazione dell'avviso da parte dell'amministrazione.

Vaccino per i lavoratori del turismo accordo di categoria Per i balneari ha firmato Fiba-Federazione Italiana Imprese Balneari e Fiepet (aderenti a Confesercenti) 30/01/2021



Concessioni balneari: Callari, serve immediata risposta del Governo

Udine, 22 gen - "Nella delicata partita sulle concessioni demaniali marittime i tempi supplementari sono abbondantemente scaduti e serve un'immediata risposta del Governo".

News Balneari 22 gennaio 2021

È una posizione ferma quella espressa dall'assessore al Patrimonio del Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Callari, nel corso della riunione della Commissione demanio marittimo della Conferenza delle Regioni che ha affrontato il tema delle proroghe delle concessioni marittime ai sensi della legge 145/2018. La norma nazionale è nel mirino dell'Unione europea che potrebbe attivare una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano per contrasto con le normative sulla concorrenza contenute nella direttiva Bolkenstein. Nel frattempo, infatti, la norma nazionale ha ulteriormente prorogato le concessioni fino al 2033 ed innalzato i canoni minimi da 300 a 2.500 euro annui.
La prossima scadenza è quella del 3 febbraio, data entro cui l'Italia dovrà inviare la propria risposta all'Unione europea. "In tutto ciò il Governo non ci ha mai ascoltato" ha rimarcato Callari che, in linea con tutte le altre Regioni, ritiene necessario un coinvolgimento diretto del Presidente del Consiglio e non solo dei ministri competenti per sbloccare uno stallo che "crea una situazione di incertezza ed impedisce ai concessionari di affrontare gli investimenti necessari alle proprie attività".
Vi è poi un'altra data che pesa sul giudizio delle Regioni: quella di martedì 26 gennaio, giorno in cui il Governo ha convocato una riunione con i sindacati dei concessionari balneari.
"Non è istituzionalmente accettabile che il Governo convochi i concessionari ma non si confronti anche con le Regioni - ha sottolineato l'assessore -; la situazione per noi è gravissima, i concessionari chiedono l'ottenimento da parte dei Comuni di un atto amministrativo che dia loro titolo per attivare investimenti sulle spiagge, ma le amministrazioni sono spesso in stallo. Per questo la nostra Regione ha approvato una norma di recepimento della 145, che però ci è stata impugnata dallo Stato che intende far valere la propria competenza primaria sulla proroga; abbiamo infine introdotto una proroga tecnica per tutto il 2021".
Nel caso del Friuli Venezia Giulia, a complicare il quadro vi è la competenza primaria sui canoni, che confluiscono nelle casse regionali e dei Comuni. "In questo caso la Regione ha fatto ricorso contro la norma nazionale che da un lato innalza i canoni marittimi ma, dall'altro, dimezza tutti gli altri canoni creando così un danno ai bilanci degli enti pubblici - ha ricordato Callari -. Con un'altra norma abbiamo quindi riconfermato il canone minimo di 360 euro e lasciato inalterati gli altri canoni. Ci aspettiamo che lo Stato impugni anche questa legge".
Per uscire dall'ingorgo giuridico tutte le Regioni concordano quindi sulla necessità che il Governo si impegni con l'Unione europea ad approvare in tempi certi una riforma organica delle concessioni demaniali (come già fatto, ad esempio, da Spagna e Portogallo) che non affronti solo il tema della proroga, ma anche la durata e l'ammontare dei canoni delle concessioni. "I concessionari si aspettano una risposta dalle Regioni, dobbiamo ribadire la nostra attenzione nei loro confronti e pretendere di condividere ogni passaggio con il Governo" ha concluso Callari. ARC/SSA/ep


Grande risultato per i balneari al tribunale di Lecce  15 gennaio 2021

Cinque ricorsi proposti da balneari Salentini contro il Comune di Lecce accolti dal giudice Antonio Pasca  Il Tar di Lecce a favore dell'estensione al 2033 come da legge 145/2018. Tre di questi ricorsi hanno avuto il supporto della neo nata Federazione Imprese demaniali Salento e Puglia. Di seguito riportiamole le conclusioni del ricorso nr. 1597/2020:

"l’impugnato provvedimento è illegittimo perché in palese violazione della legge nazionale 145/2018, ovvero l’unica normativa che possa applicarsi nella specie, attesa la prevalenza della legge nazionale sulla direttiva Bolkestein, che non è self-executing e pertanto non è suscettibile di diretta ed immediata applicazione per difetto dei presupposti, necessitando di apposita normativa nazionale attuativa e di riordino del settore e traducendosi in tal modo la cd disapplicazione in evidente mera violazione della legge (disapplicazione in senso assoluto).

Né può avere rilevanza in senso contrario la palese violazione da parte dello Stato Italiano degli obblighi derivanti dalla sua adesione al Trattato U.E., atteso che la fattispecie in esame attiene al rapporto Stato/cittadino, diverso e parallelo rispetto al rapporto Stato/Unione europea.

Da quanto sopra discende l’illegittimità degli impugnati provvedimenti sia con riferimento al diniego della proroga ex lege, sia con riferimento alla cd. proroga tecnica condizionata, dovendosi conseguentemente dichiarare il diritto della parte ricorrente di conseguire la proroga del titolo concessorio in essere per la durata prevista dalla legge nazionale n. 145/2018, ovvero fino al 31/12/2033, atteso che il diritto alla proroga risulta direttamente sancito dall’art. 1 commi 682 ss della legge 145/2018 (CDS)"

Scaricate la sentenza integrale: https://issuu.com/redazione.newsbalneari/docs/sentenza_tar_lecce_01597



IL TAR DI LECCE RICONOSCE IL DIRITTO DEI CONCESSIONARI ALLA ESTENSIONE DELLA DURATA PREVISTA DALLA LEGGE NR. 145/2018

 “Le proroghe cd tecniche annuali sono illegittime in quanto i comuni hanno l’obbligo di applicare la legge nr. 145/2018” Le sentenze del TAR di Lecce nr.71, 72, 73, 74 e 75 depositate oggi ribadiscono, con ulteriori motivi e nonostante la richiesta di chiarimenti della CE, l’orientamento già espresso con la precedente sentenza nr. 1321 del 27 novembre 2020 per cui non spetta alla pubblica amministrazione disapplicare la legge nr. 145/2018. Ma v’è di più! In tali sentenze il Giudice amministrativo adito afferma chiaramente e inequivocabilmente anche “il diritto della parte ricorrente di conseguire la proroga del titolo concessorio in essere per la durata prevista dalla legge nazionale n. 145/2018, ovvero fino al 31/12/2033, atteso che il diritto alla proroga risulta direttamente sancito dall’art. 1 commi 682 ss della legge 145/2018”. Degni di nota sono le articolate e convincenti motivazioni circa la necessità della tutela del cd legittimo affidamento nonché della tutela della proprietà aziendale affermando l’illegittimità degli artt 42 e 49 del CdN nella parte in cui si esclude l’indennizzo in favore del concessionario uscente. Interessanti e stimolanti sono, infine, le argomentazioni sui contenuti di un processo di riforma del settore. Da queste sentenze traiamo ulteriori motivi di conferma della giustezza della nostra piattaforma rivendicativa per la salvaguardia di questo settore economico oggi più che mai cruciale per le sorti economiche del Paese.


Il Comune di Rapallo revoca l'estensione al 2033 delle concessioni demaniali marittime.

13 gennaio 2021
Con delibera nr. 282 del 31/12/2020, pubblicata il 12 gennaio 2021, la giunta comunale di Rapallo procede alla revoca della sua precedente delibera nr. 259 del 17/12/2020 con la quale aveva proceduto alle estensione al 2033 delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo come da legge 145/2018. Il Comune già con la prima delibera intese tutelarsi inserendo riferimenti circostanziati a sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia Europea. Poi il revirement del sindaco Carlo Bagnasco verso una proroga "tecnica" di un anno determinata dall'emergenza covid. Proroga comunque non prevista da alcuna legge e in contrasto con le recenti sentenze del TAR di Lecce che hanno stabilito che il dirigente o il pubblico amministratore non può disapplicare la 145/2018. Il giudice Di Pasca ha stabilito che «la norma nazionale risulta vincolante per la pubblica amministrazione e, nel caso in esame, per il dirigente comunale che sarà tenuto ad osservare la norma di legge interna e ad adottare provvedimenti conformi e coerenti con la norma di legge nazionale. […] La disapplicazione vincolata ed automatica disposta alle singole pubbliche amministrazioni determinerebbe una situazione caotica ed eterogenea, nonché caratterizzata in ipotesi di disparità di trattamento tra gli operatori a seconda del comune riferimento». Inoltre, le sentenze affermano che «risulterebbe del tutto illogico ritenere che il potere di disapplicazione della legge nazionale, attribuito prudentemente al Giudice dell’ordinamento interno e dall’ordinamento euro-unionale e supportato all’uopo dalla specifica attribuzione di poteri ad esso funzionali e prodromici, si ritenesse viceversa sic et simpliciter attribuito in via automatica e addirittura vincolata al dirigente comunale che non dispone della possibilità di ricorrere all’ausilio di tale facoltà». Lo stesso presidente Pasca, nelle sue motivazioni, afferma la necessità di applicare anche il principio del legittimo affidamento, affermando che «l’esercizio dell’autotutela non è stato supportato né da adeguata valutazione dell’interesse pubblico all’annullamento, né dalla valutazione del legittimo affidamento indotto nel titolare della concessione per effetto della norma nazionale». Ciò che appare poco comprensibile è quale mutamento nel diritto sia intercorso tra le due delibere diametralmente opposte. O forse quali interessi si siano appalesati.

Consiglio: ritirate le mozioni sulle concessioni balneari dopo le precisazioni dell’assessore Piemontese

Ritirate due mozioni delle opposizioni in materia di concessioni demaniali delle spiagge, oggetto di una procedura d’infrazione comunitaria avviata dalla Commissione Europea. La prima, proposta dal gruppo consiliare della Lega e illustrata dal capogruppo Davide Bellomo, sollecitava una netta condanna rispetto all'atteggiamento dell'UE, “che si rifiuta di riconoscere la specificità e l'importanza del settore turistico-balneare italiano” e incaricava la Giunta regionale di portare la problematica all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni e di assumere ogni pressione sul Governo italiano, a difesa della specificità e dell'importanza del settore turistico-balneare. L’altra mozione, illustrata dal capogruppo di Forza Italia Stefano Lacatena, firmatario insieme al consigliere segretario Giandiego Gatta, chiedeva di avocare alla Regione Puglia poteri sostituitivi in materia di rilascio delle proroghe delle concessioni al 31.12.2033, come già deciso da altre Regioni italiane.
I proponenti hanno preso atto delle assicurazioni dell’assessore al bilancio Raffaele Piemontese. Nel ricordare che il tema è stato affrontato in Aula in fase di adozione della legge di bilancio, ha ribadito che la Regione non ha nessuna legittimazione ad intervenire sulla procedura comunitaria in atto, tanto meno poteri sostituitivi. La competenza esclusiva è del Governo nazionale, al quale le Regioni hanno già chiesto iniziative urgenti per superare criticità, risolvere problemi interpretativi e ottenere risposte sull’annunciata riforma della materia.
L’assessore ha reso noto, peraltro, che ad oggi tutti i comuni pugliesi hanno rilasciato proroghe delle concessioni, col supporto della Sezione regionale competente.