Il Tar di Lecce si esprime ancora una volta a favore dell'estensione delle concessioni al 2033 come da legge 145/2018

Con la sentenza N. 00165/2021 pubblicata il 1° febbraio 2021, il Tar di Lecce segna un altro punto a favore dei balneari nell'intricata vicenda dei rinnovi delle concessioni demaniali marittime.

Condividendo infatti  l’orientamento già espresso in specifici precedenti del TAR Lecce nn. 1321/20 e 1322/20 vengono ribadite oggi  le motivazioni principali che hanno portato il Tribunale a disattendere le motivazioni dedotte dal comune di Lecce riguardo la deliberazione della Giunta Comunale di Lecce n° 342 del 11.11.2020 avente ad oggetto: “Legge n. 145/2018 art. 1 commi 682 e 683 - d.l. n. 34/2020 conv. nella legge n. 77/2020 art. 182, comma 2. richieste di proroga concessioni demaniali marittime. atto di indirizzo. ob.str n 5.9”; 

- del provvedimento del Dirigente del Settore Pianificazione e Sviluppo del Territorio del Comune di Lecce, ing. Maurizio Guido, prot. n. 0139017 del 23.11.2020, avente ad oggetto “Concessione demaniale marittima n. 07 del 10.09.2009 –
Domanda di proroga ex art. 1, comma 682 e 683 Legge n. 145/2018. Rigetto. Interpello per eventuale prosieguo attività
su area concessa”;
- del provvedimento del Dirigente del Settore Pianificazione e Sviluppo del Territorio del Comune di Lecce, ing. Maurizio
Guido, in data 17.12.2020 avente ad oggetto: “Comunicazione su interpello. Conferma rigetto istanza di proroga”;


Il provvedimento del Comune di Lecce viene definito  illegittimo perché in palese violazione della legge nazionale 145/2018, ovvero l’unica normativa che 
possa applicarsi nella specie, attesa la prevalenza della legge nazionale sulla direttiva Bolkestein, che non è self-executing e pertanto non è suscettibile di diretta ed immediata applicazione per difetto dei presupposti, necessitando di apposita normativa nazionale attuativa e di riordino del settore e traducendosi in tal modo la cd disapplicazione in evidente mera violazione della legge (disapplicazione in senso assoluto).
Né può avere rilevanza in senso contrario la palese violazione da parte dello Stato Italiano degli obblighi derivanti dalla sua adesione al Trattato U.E., atteso che la fattispecie in esame attiene al rapporto Stato/cittadino, diverso e parallelo rispetto al rapporto Stato/Unione europea.

Tutto ciò porta all’illegittimità degli impugnati provvedimenti sia con riferimento al diniego della proroga ex lege, sia con riferimento alla cd. proroga tecnica condizionata, dovendosi conseguentemente dichiarare il diritto della parte ricorrente di conseguire la proroga del titolo concessorio in essere per la durata prevista dalla legge nazionale n. 145/2018, ovvero fino al 31/12/2033, atteso che il diritto alla proroga risulta direttamente sancito dall’art. 1 commi 682 ss della legge 145/2018“ (Tar Lecce 1321/2020).