Thierry Breton: Le norme italiane vigenti non solo violano il diritto dell'UE, ma compromettono anche la certezza del diritto per i servizi turistici balneari. Scoraggiano gli investimenti e ostacolano la modernizzazione di un settore fondamentale per l'economia italiana.

Il 7 dicembre è stata proposta alla Commissione Interrogazione con richiesta di risposta scritta  da Salvatore De Meo (PPE), Antonio Tajani (PPE), Fulvio Martusciello (PPE), Giuseppe Milazzo (PPE), Aldo Patriciello (PPE) ad oggetto: Concessioni demaniali per il settore marittimo in Italia.

Di seguito il testo dell'interrogazione:

 

Sul piano costituzionale, la disciplina dell'uso dei beni del demanio è di competenza legislativa esclusiva dello Stato. La legge italiana n. 145/2018 ha stabilito l'estensione della validità delle attuali concessioni demaniali marittime fino al 31/12/2033.

Tale legge viene ritenuta in contrasto con la direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi, cosiddetta "Bolkestein", nonostante la proroga prevista si è resa necessaria per procedere ad una puntuale riforma del settore e per far fronte alle crescenti spese che gli operatori del settore devono sostenere a causa del maltempo e dell'erosione dei litorali.

La Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per la mancata applicazione della direttiva.

L'emergenza COVID ha già gravemente colpito il settore balneare italiano con una perdita di 18,4 miliardi di EUR, di cui 8 miliardi di mancato introito da parte dei turisti stranieri e 10,4 miliardi attribuibile ai turisti italiani.

Alla luce di quanto precede, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

1. Intende la Commissione prendere atto che gli stravolgimenti economici connessi alla pandemia hanno significato una crisi senza precedenti per il settore balneare?

2. Intende la Commissione, alla luce di questa oggettiva criticità, rivalutare la sussistenza dei presupposti per l'avvio della procedura di infrazione e chiarire l'esatta applicazione della direttiva in questione?


(16.2.2021) Risposta di Thierry Breton a nome della Commissione europea

Nella sentenza del 14 luglio 2016 (C-458/14 e C-67/15) la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ha confermato che le concessioni balneari in Italia sono autorizzazioni ai sensi della direttiva 2006/123/CE, in quanto comportano un'autorizzazione a esercitare un'attività economica in un'area demaniale. La CGUE ha inoltre stabilito che la proroga automatica delle autorizzazioni esistenti in Italia in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati è incompatibile con la direttiva 2006/123/CE e con il trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Queste norme istituiscono un quadro volto a garantire la parità di trattamento dei prestatori di servizi e a promuovere l'innovazione e la concorrenza leale nel settore. La Commissione è pienamente consapevole dell'importanza del settore del turismo balneare per l'economia di alcune regioni italiane e dell'impatto economico della pandemia di COVID-19 sul settore turistico. L'impatto negativo della pandemia sul settore del turismo rende ancora più importanti gli investimenti e l'innovazione in questo settore. La trasparenza e la concorrenza leale attirerebbero gli investimenti e stimolerebbero l'innovazione sia dei concessionari esistenti che degli operatori nuovi e innovativi. Le norme italiane vigenti non solo violano il diritto dell'UE, ma compromettono anche la certezza del diritto per i servizi turistici balneari. Scoraggiano gli investimenti e ostacolano la modernizzazione di un settore fondamentale per l'economia italiana. L'impatto della pandemia di COVID-19 non fa che aumentare la necessità di riforme. La Commissione, in quanto custode dei trattati, continuerà pertanto ad adottare le misure necessarie per garantire il pieno rispetto del diritto dell'UE in questo settore. 


Risposta di Assobalneari Italia:

Assobalneari Italia siamo totalmente daccordo con il Sign Breton che giustamente deve fare rispettare il Diritto Europeo, ma non possiamo evitare di ribadire con decisione convinta che la Direttiva Bolkestein viene applicata alle concessioni demaniali marittime in modo errato, distorto, ed in totale malafede. Abbiamo prodotto un documento di 25 pagine con argomenti assolutamente indiscutibili dove ASSOBALNEARI ITALIA, l' associazione dei concessionari aderenti al sistema confindustriale, ha esposto con chiarezza le motivazioni per cui la Direttiva Servizi non deve essere applicata ai concessionari demaniali marittimi ai fini turistico ricreativi. Siamo concessionari di un BENE e non di un SERVIZIO. L' oggetto della nostra concessione è un' Area, una superficie. Lo capisce anche un bimbetto delle elementari. invece questi euroburocrati continuano ad ostinarsi a fare finta di non comprendere cose elementari. E' come sostenere che le uova sono quadrate con buona pace delle povere galline. Ma noi non arretriamo nemmeno di un millimetro e continueremo a sostenere le nostre posizioni. Ritengo sia necessario che il Governo prenda in mano la situazione e sostenga le imprese balneari italiane, i porti turistici, i campeggi e tutto il mondo imprenditoriale che ha costruito la propria impresa su una concessione demaniale. Oggi più che mai, questa difesa deve essere convinta, ferma, ed irremovibile perchè in una situazione economica disastrosa non possiamo permetterci il lusso di azzerare delle aziende che sono uno dei punti di forza, una eccellenza del Turismo Italiano.


  News Balneari 16 febbraio 2021

                                                Thierry Breton