Turismo, Basso (Lega) a Breton: Ue ascolti ragioni Italia su Bolkestein, in gioco il futuro del comparto balneare

Bruxelles, 15 apr - “La stagione estiva è alle porte e in Italia un’intera categoria ha perso la fiducia nel futuro, a causa della questione dell’applicazione della Direttiva Servizi alle concessioni marittimo-demaniali a uso turistico-ricreativo, che da tempo ha gettato nel caos e nell’incertezza il comparto balneare italiano. A fine 2020, l’Italia ha ricevuto una lettera di messa in mora dalla Commissione Ue sulla legge 145/2018, che estendeva la durata delle concessioni marittimo-demaniali fino al 2033 per dare la possibilità al Governo italiano di verificare le condizioni di applicabilità della Direttiva Servizi, così come le ha indicate la Corte di Giustizia Europea. L’Italia ha risposto e oggi si è aperto uno spazio importante per interloquire. Abbiamo fiducia nel Governo Draghi affinché si possa trovare una soluzione che sappia tenere conto delle particolarità del comparto balneare italiano, unico in Europa. Il Commissario Breton e l’Ue tengano un approccio positivo verso l’Italia, ascoltino le ragioni dell’estensione delle concessioni fino al 2033: sono in gioco la vita e il futuro di un intero comparto e di oltre 30mila imprese, tra cui molte a conduzione famigliare”.

 


“Oggi al Parlamento Europeo, durante l’audizione del Commissario Breton, la Lega, per voce dell’Eurodeputata Alessandra Basso, ha ricordato come sia urgente risolvere la questione “Bolkestein” che da troppi anni preoccupa lavoratori, imprese e blocca investimenti, sviluppo e ripartenza del settore turistico-ricreativo.

Così in nota l’Eurodeputato Marco Campomenosi, capodelegazione della Lega al Parlamento Europeo, ha commentato l’intervento in aula della collega leghista Alessandra Basso, che si è rivolta al commissario Breton sollevando il problema dell’applicazione della direttiva Bolkestein al settore balneare.

“Se la Commissione Europea, che legifera a misura di multinazionale, che non ha una vera normativa antitrust, che non sa come fare pagare le tasse ai giganti del web, pensa che la “concorrenza” si raggiunga mettendo a repentaglio il futuro del settore balneare Italiano, spina dorsale di un settore in ginocchio e che è fondato su migliaia di piccole e micro-imprese, si sbaglia di grosso e troverà la ferma opposizione della Lega”, ha detto Campomenosi.

La riforma voluta dall’allora ministro Centinaio non può e non deve essere messa in discussione e, anzi, come ricordato più volte da Matteo Salvini, deve essere il punto di partenza su cui il governo Draghi dovrà presto aprire e condurre il negoziato con la Commissione Europea. Oggi il Commissario Breton ha ascoltato con attenzione le nostre parole e sono assolutamente convinto che l’Italia abbia tutte le carte in regola per convincere la Commissione Europea sui rischi che una certa applicazione della Direttiva Servizi porterebbe a un settore decisivo per la ripartenza dell’economia Italiana”, conclude Campomenosi.